adnkronos: Siria, caccia canadesi in azione a Ragga contro jihadisti dell’Is

I caccia canadesi hanno bombardato per la prima volta obiettivi dello Stato islamico (Is) in Siria, nell’ambito della missione internazionale guidata dagli Usa. Lo ha riferito il ministero della Difesa canadese, precisando che i jet hanno eseguito i raid su alcune aree nei pressi diRaqqa, la ‘capitale’ dell’autoproclamato califfato.

Stando a una nota del ministero, gli attacchi sono stati eseguiti da due CF-18 canadesi. L’operazione è stata condotta, oltre che dai due aerei, anche da sei caccia Usa e da altri due jet di un altro paese non specificato.

Intanto, sei barili-bomba sono stati sganciati dagli elicotteri del regime siriano sul campo profughi palestinese di Yarmuk, otto chilometri a sud di Damasco. Lo hanno riferito su Twitter gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, un gruppo vicino all’opposizione con sede a Londra. Gli attivisti hanno precisato che stamane anche due colpi di mortaio sono caduti sul campo profughi. Al momento non è chiaro se gli attacchi hanno provocato vittime.

Yarmuk, dove restano intrappolati circa 18mila civili siriani e palestinesi, compresi 3.500 bambini, è da giorni teatro di violenti scontri dopo l’avanzata dei jihadisti del sedicente Stato Islamico (Is). Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) “chiede a tutte le parti coinvolte nei combattimenti di consentire il passaggio immediato e senza ostacoli di aiuti umanitari urgenti e di permettere ai civili che vogliono lasciare il campo di farlo in ogni momento”.

“Urge un corridoio umanitario”, sostiene con forza Foad Aodi, presidente della Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai)ricordando che il 30% dei bambini è già morto per fame e gli altri non hanno cibo”.

Secondo l’inviato del presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) in Siria, Ahmad Majdalani è ”improbabile” raggiungere con i jihadisti dello Stato Islamico (Is) una soluzione pacifica a Yarmuk. Ieri il ministro siriano riconciliazione nazionale siriano, Ali Haidar, aveva affermato che a Yarmuk era possibile solo ”una soluzione militare” contro ”i militanti e i terroristi”. Precisando che né il governo di Assad, né la leadership palestinese stanno ora amministrando il campo profughi, Haidar ha quindi accusato ”alcuni” di voler cambiare la situazione geopolitica nel campo per indebolire Damasco.

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